Con gli occhi di un bambino… (Verona-Treviso)

Mi chiamo Mirko, ho 10 anni e mi piace tanto giocare. Nella mia famiglia siamo tutti appassionati di sport e il papà e la mamma mi portano sempre a vedere le partite di basket. Il papà vorrebbe portarmi anche in trasferta, ma non ha ancora convinto la mamma quindi per ora andiamo solo alle partite a Verona. A basket gioco anche io; una volta è successa una cosa bellissima, all’intervallo della partita dei grandi,con i miei amici e tutte le squadre giovanili siamo andati in mezzo al campo con i nostri allenatori, eravamo davanti a tutti e ci hanno fatto un applauso gigante quando ci hanno presentato. La mamma e il papà mi hanno fatto un video e l’hanno fatto vedere proprio a tutti, anche ai nonni. Mi piace molto la pallacanestro,  vorrei giocare sempre e un giorno diventerò come uno dei giganti Gialloblù. Il nostro allenatore ha detto che forse un giorno riuscirà a farci andare a bordo campo per accompagnare i giocatori veri. Io non vedo l’ora, sarebbe fantastico. In camera mia ho tutti i loro poster attaccati all’armadio e le tabelline le ho imparate con i numeri delle loro maglie. Un giorno per sbaglio quando la maestra di matematica mi ha chiesto quanto fa sette per cinque io ho risposto Totè. Quella di italiano invece tutti i lunedì ci chiede che cosa abbiamo fatto nel weekend, io la domenica sono sempre al palazzetto, ma questa volta gli dirò che abbiamo vinto il derby. Infatti la Scaligera ha sfidato e sconfitto Treviso 78-75. All’AGSM forum c’era tantissima gente e c’erano anche tanti tifosi di Treviso, tutti azzurri.  Io ho un po’ di amici che incontro sempre lì e guardo la partita con loro. All’ inizio ci siamo un po’preoccupati perché Treviso è partita bene ed era in vantaggio, ma per fortuna noi abbiamo potuto contare sul mitico Jones che ha messo un canestro dietro l’altro. Abbiamo gridato fortissimo anche quando Amato è riuscito a segnare una tripla. Nonostante ci stessimo riprendendo, Treviso non ci rendeva la vita facile, in difesa erano compatti e anche in attacco facevano paura. Il primo quarto è finito 21 a 24 per gli avversari. Mentre i giganti tornavano in panchina  con i miei amici siamo balzati in piedi per fare più confusione possibile ed attirare l’attenzione dello spara-magliette. Abbiamo corso come dei matti, ma alla fine la maglietta l’ha lanciata troppo lontana, forse pensava di dover fare una tripla anche lui. Comunque ci siamo consolati e poi è venuto il gallo che fa da mascotte alla squadra a salutarci. Poco dopo la partita è ricominciata e Treviso ci ha fatto tremare ancora, il papà mi aveva raccontato che era una squadra fortissima e che veniva da nove vittorie consecutive. Io però  so che i giocatori di Verona sono dei supereroi, la conferma l’ho avuta con l’ennesima ripresa firmata da Greene che ha trascinato la Scaligera alla conclusione del primo tempo sul 38-42. Ancora in svantaggio, ma sempre lì a mettere il fiato sul collo agli avversari e con la strada aperta per un recupero più convinto, ma soprattutto con l’obiettivo finale di portare a casa una bella vittoria. L’intervallo lungo è arrivato giusto in tempo, avevo un certo languorino e ho convinto la mamma a prendermi le patatine a patto che non scappassi qui e là con i miei amici. Lei non si rende conto di quanto sia difficile stare a guardare un’intera partita senza cedere alla tentazione di entrare in campo a dare man forte alla mia squadra del cuore. Avevo proprio tanta voglia di sfogarmi, ma anche tanta fame, quindi mi sono limitato a ballare con i miei amici sulle musiche del dj. Quando il gioco è ripreso ero talmente gasato che ho trovato ancora più voce per gridare forza Verona. Come da copione nei primi minuti del terzo quarto la potenza di Treviso ha frenato un po’ i miei entusiasmi, meno male che al contrario i giocatori non si sono fatti influenzare dal distacco e hanno continuato a lottare. Mi hanno insegnato che il coraggio e la resistenza aiutano, anzi vincono. Sono stati Udom e Jones a dimostrarmelo. Li hanno seguiti a ruota anche Palermo e Poletti che hanno ricominciato a far sognare i tifosi gialloblù, ma il colpo di grazia è arrivato con Greene che ha avuto l’occasione giusta per consentirci di chiudere il quarto per la prima volta in vantaggio 61-60. Sugli spalti c’era talmente tanto entusiasmo che mi scoppiavano le orecchie ed ero troppo concentrato a cantare con tutto il fiato che avevo in gola per alzarmi e rincorrere lo spara magliette. I cori stavano un po’ degenerando, erano partiti con i classici incoraggiamenti alla squadra, ma ora tutti cantavano le canzoni scelte dal dj, anche la mia mamma cantava: “che confusione,sarà perchè ti amo” e intanto faceva gli occhioni dolci al mio papà. Erano così patetici che non riuscivo più a guardarli. Il vero spettacolo da guardare sarebbe arrivato di lì a poco con i giganti gialloblù in campo. Gli ultimi dieci minuti mi hanno tolto il respiro almeno un milione di volte. La Scaligera è sempre rimasta in vantaggio, ma di poco; ogni volta che i giocatori di Treviso prendevano la palla mi sgolavo, insieme a gran parte del palazzetto per sfogare la paura e magari farli sbagliare. La nostra agitazione era anche in campo e con il vantaggio di un solo punto Udom è finito in lunetta. Mancavano circa 30 secondi alla fine della partita e in pochi avevano il coraggio di guardare in campo, la mia mamma si è nascosta dietro le spalle del papà per non guardare, ed è un peccato perché si è persa due tiri liberi impeccabili. Con la palla in mano ai trevigiani la sirena si è finalmente decisa a suonare sul 78-75, eravamo già tutti in piedi per l’adrenalina, ci siamo abbracciati e abbiamo festeggiato insieme. E’ stato così bello che la notte ho fatto fatica ad addormentarmi, ma quando ci sono riuscito ho sognato di essere al campetto con i giocatori della Tezenis, non mi volevo più svegliare.

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