Io sono la Scaligera (Verona-Montegranaro)

Un giocatore professionista non sa mai se la partita è il punto di partenza o di arrivo nel  suo percorso da atleta. L’atmosfera di una seduta di allenamento è nettamente diversa da quella che si respira durante la partita, ma quando ti ritrovi sul parquet succede sempre lo stesso incantesimo: è una sfida con te stesso e al contempo una prova per il tuo gruppo.  Indossi le tue scarpe nuove fiammanti e attendi che si trasformino in ali. Sono tante le volte in cui la fatica si fa sentire, ancora di più le volte in cui si cade; ti scontri con quel pavimento gelido a cui devi così tanto e rivedi i fallimenti e tutti i successi in cui ti ha accompagnato. Non fai in tempo a pensare a quante volte sei caduto da quando da piccolo hai preso in mano per la prima volta quel pallone, che arriva un tuo compagno a porgerti la mano per rialzarti. E’ un gesto tanto semplice quanto bello e vorresti fosse la metafora della vita, sono le classiche situazioni in cui ti rendi conto che un amico ti può salvare. L’amicizia nella squadra può fare la differenza e dare quel qualcosa in più che permette anche di vincere sempre, al di là della mera sconfitta o della gloriosa vittoria. Ma quando sei in spogliatoio prima della partita non sai come andrà a finire, qualcuno rimane muto per la tensione, qualcuno fa la battutina per sdrammatizzare. Ciò che non cambia in ogni giocatore è il cuore che metterai per la squadra e per i tifosi. Coach Dalmonte ci sprona spesso a buttare nella partita anima e cuore senza trascurare l’intelligenza tattica; lo ha fatto anche durante la partita con Montegranaro. I suoi consigli sono stati preziosi e fruttuosi visto che abbiamo portato a casa una vittoria limpida: finita 96 a 71 contro la seconda in classifica. Tutto comincia con la sessione di riscaldamento prima della partita, il palazzetto si riempie piano piano e la musica di sottofondo ti da la carica e ti aiuta a trovare la concentrazione necessaria per dedicarti mente e corpo a questo sport fantastico che è il basket. Ti guardi intorno durante lo stretching ed è già tutto gialloblu, del resto lo sei anche tu che fai parte dei giganti della Scaligera. Appena chiamano la formazione ti esalti nel sentire gli applausi dei tifosi dopo averti visto scendere in campo, da allora i brividi andranno solo in crescendo. La palla a due scatta alle 18 e il quintetto base comincia la partita già in quarta. Dalmonte scruta con attenzione che ogni schema sia rispettato, e un po’ si scalda quando la nostra difesa lascia che Montegranaro ci risponda giocando molto in velocità e poco in precisione. I dieci minuti in campo sono infiniti, senti solo il tuo battito cardiaco, sintonizzato ai rimbalzi della palla a spicchi, il sangue scorrerti nelle vene e in lontananza il rimbombo dei cori dei tifosi. Il primo quarto finisce 23 a 22. Tornati in panchina il coach ci aiuta a rivedere ciò che non funziona, ma ci serve soprattutto per ritrovare la forza di combattere impavidi contro le grandi della stagione. La carica emotiva della partita si fa sentire, la nomea degli avversari, definiti squadra rivelazione mette pressione, ma la mia squadra non è da meno, vista la forza con cui abbiamo conquistato una lunga serie di vittorie. Crogiolarsi negli allori però non serve a nulla e consapevoli di ciò siamo pronti a giocarci il tutto per tutto. L’inizio del secondo quarto è tutto in salita, non riusciamo a segnare e fatichiamo a difendere, provvidenziale il time out per riprendere la lucidità e le redini della partita. Al rientro 2 di noi, Amato e Greene IV riescono ad accorciare il divario, sostenuti dai nostri incitamenti dalla panchina e dagli spalti che danno sfogo a tutta la loro grinta aiutandoci a ritrovare la nostra. Riusciamo a chiudere il secondo quarto con il punteggio di 39 a 40 per Montegranaro grazie a Visconti che con la sua tripla ci porta a -1. La prova ad alta tensione che stiamo giocando ci toglie un po’ di energia, sicuramente non la motivazione. E’ una grande soddisfazione sentire il pubblico così vicino e appassionato. Dobbiamo riprenderci, lo dobbiamo a loro, al grande Dalmonte, ma soprattutto a noi stessi. Nello spogliatoio durante l’intervallo diamo spazio alla motivazione, non ci lasciamo abbattere dalla non riuscita di qualche colpo, o da alcune sbavature durante il gioco; abbiamo la possibilità di dimostrare la compattezza del nostro gruppo. L’importante è non mollare e concentrarsi sulle cose da correggere: la difesa. Tra uno schema e l’altro è già ora di tornare in campo, più forti di prima. Mentre giochi ti senti catapultato in un varco spazio-temporale per cui i 40 minuti sono troppo pochi e contemporaneamente infiniti. A prova del fatto che sei nel mondo reale sono solo le influenze esterne: il grip delle suole sul parquet, le voci dei tuoi compagni che chiamano la palla, le urla di Dalmonte che vorrebbe entrare in campo con te, ma soprattutto gli immensi cori della curva gialloblu. Il secondo tempo è ormai cominciato e tutto sembra funzionare come dovrebbe, gli schemi difensivi vengono meravigliosamente bene e Udom e Jones riescono a penetrare in attacco fino ad arrivare ad un vantaggio di 10 punti. Montegranaro è evidentemente spiazzata dalla nostra rinascita, ma non si limita a subire, cerca di ritrovare il suo spazio. In una doccia di sudore finisce il terzo quarto 65 a 54. I risultati positivi hanno effetto sula nostra autostima, stiamo giocando in modo entusiasmante, come conferma il pubblico che non ci abbandona mai. Nelle nostre facce in panchina sono chiari i segni della fatica, ma anche dell’orgoglio di aver condotto un gioco da spettacolo. Abbiamo energia sufficiente per continuare a sognare anche durante l’ultima frazione di gioco; visto ciò che abbiamo dimostrato siamo consapevoli che nulla può più toglierci il sorriso.  La fiducia in noi stessi si trasforma in canestri e il successo del top scorer Amato è motivo di orgoglio per tutta la squadra, una tripla dopo l’altra riesce a portare in alto i numeri della Tezenis e a mettere 28 punti nel proprio bottino. Il quarto quarto ci vede inarrestabili, Montegranaro ha pochi risultati di fronte alla nostra forza. Il coach decide di mettere in campo forze emergenti per concludere in bellezza questa partita e schiera Guglielmi e Dieng che entrano a far parte in modo attivo del nostro capolavoro. Manca pochissimo alla fine, siamo ormai senza energia, ma pieni di entusiasmo, con quasi 30 punti di vantaggio la sirena ci richiama, la partita è conclusa sul 96 a 71 per la Scaligera. Corriamo tuttti in campo saltando e finalmente possiamo festeggiare insieme. Tutto intorno c’è solo gioia, stringiamo la mano ai nostri degni avversari e volgendo lo sguardo verso il pubblico vediamo che sono tutti in piedi ad acclamarci. Un applauso va anche a loro, sono così orgogliosi di noi che ti verrebbe voglia di abbracciarli uno ad uno.

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