Io tifo Scaligera Basket (verona-bergamo)

C’è qualcosa di magico nella domenica al palazzetto, è una sensazione che si presenta dentro di te la prima volta appena ti svegli, il tempo che il tuo cervello torni a connettere e scatta il primo pensiero: oggi mi sentirò parte di qualcosa di grande, la Scaligera. Dopo questa piccola parentesi rimuovi la cosa, sbrighi le tue faccende, e controlli l’orologio ogni dieci minuti per assicurarti che quando la sirena scatterà tu sarai già lì pronto per incitare la tua squadra. Poi arriva il momento, parti e qualunque sia il tuo tragitto senti solo una grande trepidazione crescere dentro di te. L’apice di questa trepidazione però arriva quando ti ritrovi nel piazzale dell’AGSM forum, per aspettare gli amici o ritirare il biglietto. Da allora si fa strada la consapevolezza che oltrepassate quelle porte ci sono loro, i giganti gialloblù. Sugli spalti non c’è spazio per nulla oltre all’amore per il basket, alla venerazione della propria squadra, e all’appartenenza al tifo, che sia moderato, ultras o indefinito. Entri e trovi davanti a te l’eden degli amanti della palla a spicchi. Sai che chiunque incontrerai da quel momento in poi è lì per rincorrere il tuo stesso obiettivo: godersi lo spettacolo e farne parte. Sai anche che ci sono diversi modi per dimostrare la tua devozione alla squadra e al gioco: c’è chi con estrema pacatezza tiene per se tutte le emozioni che prova, c’è chi si diverte e non lo nasconde, e chi ha bisogno di scatenare tutte le energie negative accumulate durante la settimana. Poi c’è chi tutte le domeniche porta l’intera famiglia ed educa i figli con i valori che insegna il basket; infine c’è il tipico supporter dei Locura che sa già che perderà il fiato e la voce perché i cori per Verona si innalzino fino a toccare il cielo. Qualunque tifoso tu sia sei pronto al brivido che scorrerà in te non appena la partita comincerà. I Locura cantano, saltano e battono le mani al tempo della gran cassa. Incitano la squadra, così Palermo, Udom, Greene e Jones inaugurano la partita segnando 11 punti contro i 3 di Bergamo. Bergamo reagisce e diminuisce il divario, ma la Scaligera può fare affidamento su Greene che aiutato senz’altro dell’incoraggiamento del nostro tifo ne mette uno dietro l’altro trascinando la squadra al punteggio di 22 a 17 alla fine del primo quarto. Da assiduo spettatore delle partite della Scaligera hai già il sentore che questa contro Bergamo non sarà una partita facile, ma continui imperterrito a cantare, anche quando le tue ansie vengono confermate da un faticosissimo secondo quarto. Passa un’infinità di tempo prima che i giganti gialloblu riescano ad andare a canestro e rispondere ai bergamaschi, i tamburi e le trombette non smettono mai di suonare; Amato che riesce finalmente a smuovere un po’ le sorti della partita ti fa ritrovare l’entusiasmo per urlare a gran voce Forza Verona. Continui a gridare anche quando Bergamo ritrova la grinta e conduce il punteggio sul 35 a 35 poco prima del termine del tempo. Arriva l’intervallo e tu tifoso dei Locura puoi finalmente tirare il fiato, hai già parzialmente perso l’udito, ma non la voglia di fare casino in compagnia. Non c’è miglior luogo di aggregazione del palazzetto per soffrire e gioire insieme condividendo la stessa passione. Il tabellone prima dell’inizio del secondo tempo ti rinfaccia impietoso la parità che da una parte è bellissima perché rende una partita avvincente, ma dall’altra ti fa perdere la testa per la paura. Fortunatamente arriva Greene e ci pensa lui a riaccendere la speranza, gioca un terzo quarto da urlo, i cori non si fermano mai, nonostante i continui botta e risposta di una squadra e dell’altra che tra un battito e l’altro del cuore portano Bergamo sopra di 1 alla fine del terzo quarto: 50 a 51. E’ poi il momento di Amato che con Udom firma il sorpasso, ma la gioia del tifoso non dura per molto, Bergamo torna all’attacco; Greene IV e Fattori (per Bergamo) continuano a tenere in sospeso la partita, ma poi arriva Poletti. E’ suo il merito del nostro vantaggio. La scena sembrava accadere al rallentatore, i muscoli delle tue gambe da tifoso sono già in tensione, pronti a dare lo slancio per festeggiare la tripla messa a segno dal mitico Poletti. Nel momento in cui la palla entra nel canestro l’intero palazzetto va in visibilio, Mitch si lascia andare in un grido liberatorio e dedica alla curva la fantastica azione messa a segno. Noi ricominciamo ad urlare ancora più forte. Sono di fuoco gli ultimi 30 secondi e puoi consumare tutte le riserve di voce che ti sono rimaste. La tortura però non è ancora finita, Bergamo va in lunetta con Hollis a pochissimi secondi dalla fine, mette a segno solo un tiro libero, ma Greene IV prende il rimbalzo e toglie la possibilità a Bergamo di tornare al pareggio. Suona la sirena finale e Verona ne esce vittoriosa per 67 a 65. Ti alzi in piedi insieme a tutti i tifosi e la gioia prende il sopravvento su qualsiasi cosa. E’ fantastica la frenesia di queste vittorie, vorresti oltrepassare le barriere ed entrare in campo per abbracciare gli artefici della tua felicità, ma con il sorriso sulla faccia e l’adrenalina a mille vai a bordocampo per salutare i tuoi idoli e dargli appuntamento alla prossima sfida.

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