We chose to go to Orlando

«We chose to go to the moon and do the other things not because they are easy but because they are hard…»

Come abbiamo appreso al Kennedy Space Center questo era un frammento del discorso con cui il presidente americano Kennedy nel 1962 ha annunciato di voler concorrere con gli altri stati per la conquista della luna; conquista che avverrà solo nel 1969 dopo numerosi tentativi e ingenti perdite anche in termini di vite umane. Nella splendida cornice di Cape Canaveral e della sua riserva naturale hanno avuto luogo alcune delle missioni spaziali più importanti che la storia ricordi, come l’Apollo 11, il lancio della sonda New Horizons, la missione Mars Parthender e la spedizione dell BBall Academy alla NASA alla scoperta dell’universo che ci circonda. Un universo che per noi era racchiuso in una palla a spicchi, ma a cui ora penseremo ogni volta che ci sembra di prendere il volo con una schiacciata. Immagineremo di bucare l’orbita terrestre come ha fatto lo shuttle Atlantis e di riportarlo poi alla base bucando la retina. Sempre restando con i piedi per terra (o quasi) al KSC abbiamo sperimentato un simulatore di volo scientifico che ci ha trasformato tutti in aspiranti astronauti, dopo qualche spiegazione di formazione e sicurezza a bordo abbiamo potuto accedere alla cabina di lancio. siamo partiti con un’inclinazione di 45 gradi, siamo finiti sottosopra e abbiamo sentito un’accelerazione tale da testare il punto di gravità G e avere l’impressione di fluttuare nel vuoto. Una volta stabilizzato il volo sopra di noi si è aperta una visuale da sogno, fatta di stelle, galassie e l’Italia vista dallo spazio, ci siamo sentiti subito a casa. Abbiamo visitato anche il padiglione Apollo, dedicato interamente alle missioni lunari e camminato nella Hall of fame degli astronauti leggendari. Se ci dovesse andare male come cestisti possiamo aspirare a diventare i primi umani su Marte, per ora però pensiamo a espugnare Orlando. Il discorso di Kennedy, applicabile anche al nostro viaggio, prosegue dicendo che questo obiettivo servirà per organizzare e misurare il meglio delle nostre energie e abilità, perché questa è una sfida che siamo disposti ad accettare, che non vogliamo rimandare e che intendiamo vincere.

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